Ente di gestione Aree protette delle Alpi Marittime
bb
           
Ignora collegamenti di navigazione

La storia

Lungo i confini della Riserva di Crava-Morozzo, sono presenti alcune testimonianze di carattere storico ed artistico estremamente interessanti.

Innanzitutto il nucleo storico di Rocca de Baldi, che ancora oggi conserva una inconfondibile  impronta medioevale, con la bellissima torre civica in cotto, i bassi portici, le antiche abitazioni ed il grande castello.

Il borgo, fondato da quell’Ubaldo della nobile famiglia dei Morozzo dalla quale prese il nome, era un importante caposaldo con la sua posizione rilevata sulla campagna circostante a picco sui due torrenti, e le imponenti mura ed il fossato che lo proteggevano verso la pianura.

Il nucleo più antico del castello risale probabilmente alla fine del XII secolo e comprende la torre merlata detta un tempo “Torre dell’Agnese” dal nome della moglie del fondatore Ubaldo.

La struttura venne ampliata alla metà del 1600 ad opera di Carlo Filippo di Morozzo e nel 1700 su progetto del famoso architetto Francesco Gallo di Mondovì.

Il Comune di Rocca de Baldi negli ultimi anni, dopo avere recuperato l’imponente edificio, ha allestito la interessante mostra “L’aratro e le messe” riproponendo anche i diversi ambienti del castello con arredi d’epoca.

Nei pressi  del castello sorge in posizione panoramica la Badia di Santa Maria del Castello, eretta nel 1668 da Ludovico Francesco della Rocca, su disegni dell’architetto della Corte Sabauda  Giovenale Botto, come sontuoso oratorio privato della famiglia Morozzo.

Ai giorni nostri, dopo secoli d’interventi, aggiunte e continue trasformazioni, il complesso, delimitato a valle da imponenti mura, consta di un nucleo storico, seicentesco  e un corpo di fabbrica ottocentesco caratterizzato da colonnine e disegni ornamentali a trompe d’oil.  

Sul portone di accesso alla residenza, raggiungibile attraverso un ombreggiato viale di platani, spicca ancora oggi lo stemma nobiliare della famiglia Morozzo della Rocca.

Poco fuori dall’abitato si trova la cappella della Crocetta, posta all’incrocio fra le antiche strada per il Monastero di Pogliola e Rocca de Baldi, catalogata fra i Monumenti nazionali per i preziosi affreschi del XV secolo che la adornano.

A poca distanza lungo le vie e le piazze dell’abitato di Crava, eretto nel 1865 con Regio Decreto a Sede Comunale pur continuando ad essere formalmente frazione di Rocca de Baldi, ormai decentrata per le nuove vie di comunicazione, sono presenti numerosi murales interamente dedicati alle numerose specie avifaunistiche che popolano la vicina area protetta.

Nei pressi di Morozzo, in cima ad una collinetta, si può ammirare il Santuario del Brichetto, costruito  alla metà del XV secolo su una preesistenza fortificata di epoca romana.

Il piccolo edificio, caratterizzato da una facciata ottocentesca in cotto, conserva all’interno un pregevolissimo ciclo pittorico realizzato alla fine del XV secolo del monregalese Giovanni Mazzucco, animato da interessanti spunti realistici.

All’esterno un giardino, abbellito da una zampillante fontana, offre una stupenda vista panoramica sull’arco alpino e la  sottostante Oasi di Crava-Morozzo.

All’interno della Riserva, in una zona inclusa nel territorio di Mondovì, fa bella mostra di se il Monastero di San Biagio. Il Priorato benedettino, dipendente dall’Abbazia di S. Benigno di Fruttuaria, fu fondato nell’XI secolo su un preesistente oratorio dedicato a S.Biagio.

La Chiesa monastica a tre navate venne ampliata nel XIII secolo nella zona presbiteriale e fu riccamente affrescata tra il XV e XVI secolo.
Dopo la morte dell’ultimo priore Giorgio Fauzone  nel 1452 il Monastero passò al Capitolo dei canonici di Mondovì.
Divenuta parrocchia effettiva nel 1675, la Chiesa fu poi abbandonata nel 1904 e trasformata in fienile dai contadini che abitavano nel complesso.
Nel 1973 l’arrivo del monaco trappista Padre Filiberto Guala segnò la ripresa della vita monastica.

Negli ultimi anni il complesso è stato sottoposto ad un ciclo di restauri che lo hanno restituito in parte alle sue funzioni originarie, sede com’è di incontri di carattere religioso e contemplativo.

Accanto al Monastero è presente un frutteto sperimentale finalizzato anche al recupero di antiche cultivar della zona.

Le limpide acque del Pesio e del Brobbio hanno favorito l’impianto di alcuni allevamenti ittici, che rappresentano un ambiente ideale per la riproduzione e lo sviluppo della trota. Non mancano laboratori per la lavorazione del pesce con prodotti affumicati pronti al consumo.

Il parco del castello

Il castello guarda alla cerchia delle montagne con un grande parco. Delimitato da tipica muratura in pietre di fiume e mattoni, il parco presenta nella parte adiacente l’edificio splendidi esemplari di sophora e cedri centenari.

La destinazione a frutteto di un’ampia area del parco è documentata dalle fotografie storiche degli Anni Trenta del Novecento, quando i locali del castello vennero destinati alla “Colonia Agricola Orfani di Guerra”, tra le cui attività erano previste le sperimentazioni di frutticoltura.

Nel 2006 il parco del castello di Rocca de’ Baldi venne inserito nel progetto europeo “Jardins des Alpes”, finalizzato alla creazione di un circuito turistico dei parchi e dei giardini disseminati a ridosso della frontiera tra Italia e Francia.

Secondo il progetto di recupero, la porzione di terreno che per anni era rimasto un vasto prato, si è trasformato in un armonico giardino capace di coniugare valenza estetica ed ambientale insieme all’opera di salvaguardia delle antiche varietà di frutti tipici locali.

Lungo un  lato del parco una bella tettoia, addossata al muro di cinta, ospita una sezione del Museo “Augusto Doro” con testimonianze materiali relative ai trasporti e alla fabbricazione di aratri, carri e macchine agricole di differenti periodi storici.

Il Castello di Rocca de' Baldi

La piazza dell’antico borgo di Rocca de’ Baldi è dominata da un poderoso castello, che fu in origine edificio a carattere prettamente difensivo, costituito da una torre e da alcuni locali adiacenti. La torre, a merlatura ghibellina, collegata alla cinta muraria, portava alla base la porta d’ingresso al borgo. Nel corso dei secoli il castello si andò trasformando in palazzo residenziale. Ereditato dalla famiglia Morozzo nel 1643, l’edificio venne ingrandito e rimodernato con la costruzione di un corpo massiccio, avanzato verso la piazza che oggi si presenta in colore rosso scuro. Nel 1710 l’architetto Francesco Gallo studiò un importante ampliamento: al suo progetto si deve l’ala, oggi in colore rosa, che comprende l’infilata di sale rivolte verso il parco, con lungo corridoio verso la piazza. Dopo numerosi passaggi di proprietà e differenti utilizzi, ora il castello è proprietà del Comune di Rocca de’ Baldi.

Il castello museo di se stesso

 Il castello è già da tempo pensato e fruito come museo di se stesso.

La visita inizia nella parte secentesca, che ingloba la torre del XIII secolo e presenta al piano terra il locale del pozzo con il suo tipico acciottolato. Un vasto corridoio apre uno scorcio sul parco e  ne permette l’accesso. Una bella scala porta alle grandi sale del primo piano. Sono visitabili il salone d’onore, la sala blu e la sala dell’alcova con i loro splendidi soffitti, decorati in tenui colori pastello, seguiti dagli antichi bagni, con le piccole stanze sovrastanti destinate alla servitù.

Dopo alcuni locali con ricostruzioni d’ambiente, l’ala settecentesca accoglie il visitatore con la grande infilata di stanze dai bei decori, differenti e particolari in ogni sala, testimoni del gusto sobrio e raffinato dei committenti.

Foto Gallery
Il castello

Il Museo storico – etnografico “Augusto Doro”

Il castello di Rocca de’ Baldi ospita il Museo Storico –Etnografico “Augusto Doro”, retto dall’Associazione Centro Studi Storico-Etnografici e Museo Etnografico Provinciale “A. Doro” di cui fanno parte, in qualità di soci, la Provincia di Cuneo, il Comune di Rocca de’ Baldi e la Società per gli Studi Storici, Archeologici e Artistici della provincia di Cuneo.

Il castello, la terra, la messe

Il Museo “Augusto Doro” si presenta oggi con un allestimento capace di esprimere l’immagine dell’orizzonte tecnico-culturale del passato attraverso i più moderni mezzi di comunicazione multimediale.

Antiche mappe, carte topografiche, modellini e messaggi virtuali illustrano nelle prime sale le grandi trasformazioni dell’ambiente e la nascita del paesaggio rurale odierno.

Le sale dedicate alla cerealicoltura, descrivono tutti gli aspetti della coltivazione dei cereali, dall’aratura alla conservazione. 

Uno spazio è dedicato al mais ed un’ultima sala alla castanicoltura, responsabile di una grande impronta paesaggistica, culturale ed economica nei territori delle nostri valli.

I reperti etnografici della collezione Doro esposti raccontano l’evoluzione nel tempo di attrezzi e tecniche. La loro ricollocazione in precisi momenti storici, geografici ed economico-culturali fa riscoprire le trame che li legavano alle esigenze produttive, agli ambienti, alla circolazione delle esperienze innovative, riconnettendo i saperi e illuminando aspetti significativi degli strumenti stessi. 

Foto Gallery
Sala 2 Sala 2 cereali

IL PRIORATO BENEDETTINO DI S. BIAGIO

Sorto nel 1014 sulle rovine di una preesistente cappella, è oggi centro di spiritualità aperto alle relazioni interreligiose. Conserva affreschi risalenti ai primi decenni del ‘500, recentemente restaurati. All’interno del complesso si può ammirare un affresco gotico raffigurante la Madonna in trono con Bambino.

Foto Gallery
San Biagio

IL SANTUARIO DELLA MADONNA DEL BRICCHETTO

Situato nei pressi di Morozzo, presenta una pianta a una sola navata con abside semicircolare. Conserva al suo interno pregevoli affreschi del Mazzucco risalenti al 1491 e recentemente restaurati.

Foto Gallery
Santuario Bricchetto

I MURALES NATURALISTICI DI CRAVA

All’interno dell’abitato di Crava è possibile seguire il Percorso dei murales che propone aspetti e temi naturalistici legati alle aree umide protette. L’iniziativa è stata promossa dalla L.I.P.U. in collaborazione con il Parco naturale del Marguareis e il Comune di Rocca de’ Baldi. I murales, prodotti da artisti locali, sono stati indicati ed illustrati su un’apposita guida che ne facilita la visita.

Foto Gallery
murale cicogne

LA CAPPELLA DELLA CROCETTA

Situata ad ovest dell’abitato di Rocca de’ Baldi, sulla strada per Pogliola, risale alla fine del 1300 ed è stata restaurata nel 1980. Dedicata forse al culto della Vergine e localizzata fuori le mura del borgo medievale, fu certamente il primo edificio sacro della zona. Costituisce una tipica e semplice cappella campestre, aperta sul davanti, con interno quadrangolare a volta ogivale, totalmente affrescata. E’ considerata monumento nazionale per le sue pregevoli pitture del XV secolo. Sulla volta, nella vela al di sopra dell’altare, è raffigurato il Cristo Pantocratore, troneggiante su un arcobaleno e rappresentato in una mandorla. 

LA CAPPELLA DI S. ROCCO

Edificata nell’anno 1529, è una piccola costruzione a pianta rettangolare. Sulla facciata di destra sono presenti due formelle in cotto: la prima porta scritto in rilievo, tra due stemmi del Comune, l’anno di costruzione; la seconda reca incisa la data “30 Marzo”. All’interno sono affrescati i sette lati absidali con S. Antonio, S. Crispino, una Madonna con Bambino (di pregevole fattura), S. Rocco, S. Sebastiano e S. Barbara. Interessante la presenza dell’immagine di un ontano potato secondo consuetudini ancora oggi in uso.

Foto Gallery
S Rocco

LA CAPPELLA DI S. STEFANO

Situata appena fuori l’abitato di Morozzo, in direzione Margarita, costituisce una tipica cappella campestre, rifabbricata su una porzione di rovine di un monastero agostiniano di eremitani. Conserva al suo interno un ciclo di affreschi quattrocenteschi sulla vita del santo, rappresentazione artistica alquanto rara nelle nostre zone. In prossimità della cappella vi è una sorgente ritenuta un tempo capace di guarire la peste.

S. QUIRICO SOTTANO

L’attuale cascina comprende le antiche strutture del priorato benedettino (prima metà del secolo XII), che dipendeva dal Monastero di Bremmè della diocesi di Pavia. La fervida attività dei monaci influenzò notevolmente il tessuto sociale ed economico locale. Il nucleo di edifici comprendeva due fabbricati di abitazione, una cappella con campanile ed il cimitero. Molto rimaneggiata nei secoli, conserva ancora le absidi dell’antica cappella a due navate. L’abside minore presenta resti di una decorazione ad archetti pensili in mattoni lavorati a vista.

Foto Gallery
S Quirico Sottano
Scopri la riserva
Map  Meteo  WebCam  WebCam  Flickr  Pdf Map
Ospitalità e Ristorazione
Mondovì Ridente
Mondovì Ridente
Mondovi
Via G. B. Beccaria, 17
Tel: 3400734033
Ristorante Trattoria Consovero
Ristorante Trattoria Consovero
Morozzo
Via S. Albano, 42
Tel: 0171772736
Community
  Facebook    Twitter    Skype    Info    Contatti
 
REGISTRATI ALLA NOSTRA NEWSLETTER
Nome
Cognome
Email
Tipologia Utente
Nazione